Battistero Neoniano
Battistero Neoniano

Il dato era atteso. Le ragioni sono ampiamente note (le chiusure dovute all’epidemia da Covid 19). Ma fa un certo effetto sapere che nei monumenti diocesani nel 2020 sono arrivati 124.291 visitatori, essenzialmente nei mesi di agosto e settembre. Si tratta del 75,6% in meno del 2019, un anno “record” con oltre 509mila biglietti staccati, un anno che soprattutto non aveva dovuto fare i conti con le disposizioni anti-Coronavirus che hanno fermato il mondo.

Difficile commentare dati di questo genere ma una nota positiva c’è, spiega Enrico Maria Saviotti, portavoce della Diocesi: “Sui mesi di chiusura c’è poco da dire. La macchina era ferma. Ma appena abbiamo potuto riaccenderla, il turismo domestico si è rimesso in moto. Tornare ad avere il 25% dei turisti nell’arco di due mesi è significativo”.

Anche perché a famiglie e turisti serve tempo per riorganizzarsi. Non basta un cambio di fascia e la possibilità di riaprire i monumenti durante la settimana per rivedere i turisti, domani o dopodomani. “Anche in estate – nota il portavoce della Diocesi – la maggior parte delle visite è arrivata tra fine luglio e settembre”. Due mesi dopo la riapertura. Per questo anche per il 2021 la maggior parte delle prenotazioni per il turismo scolastico è andata perduta. Si punta, dunque, decisamente sul turismo delle famiglie e sulla primavera.

Di qui la decisione dell’Opera di Religione di non riaprire i monumenti Unesco che ha in gestione almeno per le prossime settimane: “Guardiamo a marzo – spiega Saviotti –, in attesa di capire se riusciremo a raggiungere un po’ di stabilità”. Perché, una cosa è riaprire tutti e tutto insieme, un’altra è avere i monumenti aperti in una città deserta.