Un momento della Messa nella chiesa di San Pier Damiano

Festa ieri nella parrocchia della Darsena per San Pier Damiano, vescovo, dottore della Chiesa, in occasione del 949° anniversario della sua morte, avvenuta il 22 febbraio 1072 a Faenza.

Sabato sera si è tenuta una veglia sul tema “San Pier Damiano nel XXI canto del Paradiso di Dante”, alla quale hanno partecipato i gruppi giovani di questa parrocchia e di San Simone e Giuda, con i quali è in atto una collaborazione, mentre ieri mattina l’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni, ha celebrato una Messa in cui ha ricordato la figura di questo santo ravennate, “un grande santo della storia della Chiesa – ha detto in apertura l’arcivescovo – detto Damiani dal nome del fratello che fu per Pietro un grande riferimento, che lo ha aiutato a crescere, a studiare e a prepararsi per diventare un grande servitore della Chiesa”.

E nell’omelia, dopo aver riassunto la storia e la vita di questo santo, che studiò a Ravenna, Faenza e Padova, insegnò all’Università di Parma, entrò nel monastero camaldolese di Fonte Avellana e poi fu chiamato a Roma dal Papa per averlo accanto a sé in un momento molto difficile della Chiesa, dilaniata da discordie, scismi, divenne vescovo a Ostia e poi cardinale e fu a servizio diretto di 6 Papi, monsignor Ghizzoni lo ha preso come esempio da seguire per provare a “uscire da questo momento di grande difficoltà che stiamo tutti attraversando e che anche la Chiesa sta vivendo, sebbene, se guardiamo alla storia, ci sono stati momenti anche molto più difficili di questo.

Abbiamo attraversato momenti di grande povertà, violenza, le guerre, le invasioni, abbiamo conosciuto momenti di persecuzioni. E anche oggi in tante parti del mondo la Chiesa cattolica subisce persecuzioni, prove, ma proprio questo ci dà la certezza che lo spirito di Dio continua ad agire nella Chiesa.

Perché se tutto fosse affidato a noi, alle nostre forze, alle nostre capacità organizzative saremmo già stati tante volte sconfitti. E invece è sempre rimasto un nucleo che ha portato avanti la vita della Chiesa, ha continuato ad annunciare il Vangelo, a celebrare l’Eucarestia, a battezzare i propri figli, a dare buona testimonianza nonostante tutto. Ed è quello che anche oggi San Pier Damiani ci chiede di tenere presente”.

Nel corso della Messa all’arcivescovo sono stati presentati gli 11 ragazzi che si apprestano a ricevere il sacramento della Cresima.

Davanti a questo momento difficile, a questo periodo particolare, “non ci dobbiamo fermare, non ci dobbiamo scoraggiare – esorta monsignor Ghizzoni – e non dobbiamo perdere il nostro rapporto con Dio. Ne abbiamo bisogno tutti: gli anziani, le famiglie, i nostri giovani, i ragazzi, i bambini. E anche se in questo momento ci sono dei vuoti, delle mancanze, delle non presenze quando facciamo le nostre celebrazioni e i nostri incontri, non perdiamo il rapporto con il Signore, con la comunità cristiana, con la celebrazione dell’eucarestia della domenica, e con l’ascolto della Parola di Dio”.
Per l’arcivescovo è importante non cedere alla paura, è importante reagire, “tenere ferma la nostra fede, la nostra appartenenza alla comunità cristiana”, e appena possibile è importante “cercare di riprendere le nostre attività”. E’ opportuno, dice monsignor Ghizzoni, “non fare finta di niente, continuare a dare la nostra testimonianza; diamo un occhio ai nostri ragazzi, ai nostri giovani perché non si perdano in questo momento difficile ma continuino a sentirsi accolti e accompagnati e che sentano di essere il futuro della comunità”.

E in conclusione, l’arcivescovo chiede al Signore, “attraverso l’intercessione di san Pier Damiani, di essere messi nella condizione di poter continuare a dare la nostra buona testimonianza e a dare il nostro servizio agli altri, alla comunità e alla società intera”.