La neo direttrice del presidio ospedaliero di Ravenna, la dottoressa Francesca Bravi

Un intervento complessivo da 5 milioni di euro, risorse provenienti dal Ministero della salute, e un piano di lavori che prevede la conclusione entro 4 anni, due per il primo stralcio, necessario comunque per renderlo operativo. Con il via al piano dell’ampliamento del Pronto soccorso dell’ospedale di Ravenna, è iniziata l’ampia progettualità legata alla struttura ravennate che la porterà a una riorganizzazione globale.

Insieme al Pronto soccorso, infatti, verranno avanti il progetto di ampliamento della terapia intensiva, interventi sul blocco operatorio e per la realizzazione del nuovo reparto materno-infantile e la costruzione della nuova sede dei servizi amministrativi di Ausl Romagna. E accanto a questo, c’è l’ingresso, o per meglio dire, il ritorno a Ravenna della dottoressa Francesca Bravi, che è stata nominata nuovo direttore del presidio ospedaliero cittadino. Il neodirettore, che prende il posto del dottor Paolo Tarlazzi, che ha assunto l’incarico di coordinamento dell’attività ospedaliera di Lugo e Faenza, è stata fino al 13 settembre scorso direttore del presidio ospedaliero del Sant’Anna di Ferrara e prima ancora dirigente medico di presidio ospedaliero nello staff di Ausl Romagna e di Ausl Bologna.

Quando sarà ultimato, il Pronto soccorso dell’ospedale di Ravenna, che nell’ultimo anno ha registrato centomila accessi, avrà una camera calda, due triage, 6 shock room, 4 ambulatori per la bassa intensità, 3 per il fast track ortopedico, 1 ambulatorio chirurgico, 1 sala Tac, 1 sala radiologica e 68 posti letto così divisi: 26 ordinari, 24 in poltrona, 12 in O.b.i. (oggi sono 8) e 6 isolati. Saranno tre i percorsi di accesso, a seconda che la complessità dell’intervento sia alta, media o bassa. Il gruppo di aziende che progetta e realizza l’ampliamento del Pronto Soccorso, individuato nell’ambito del bando Arcuri, è formato da Politecnica per la parte progettuale e dalla Conscoop per la parte costruttiva. La fase di progettazione esecutiva potrebbe terminare già entro il mese di aprile e durante l’estate potrebbero entrare in funzione le ruspe. “Questo progetto, nei nostri auspici, dovrebbe risolvere in pianta stabile – osserva il direttore generale di Ausl Romagna, Tiziano Carradori – i problemi di accoglienza e di risposta di un’utenza molto alta e il problema della degenza. E l’intero arco di lavori faranno fare all’ospedale di Ravenna un bel salto di qualità con un assetto che andrà anche oltre l’attuale situazione di pandemia”.

“Davanti a questa progettualità emerge come la corrispondenza tra parole spese e azioni attuate – osserva il sindaco Michele de Pascale – sia molto elevata. Le criticità del Pronto soccorso erano note e riflettevano le criticità generali del nostro ospedale. Da una criticità cogliamo l’opportunità di un intervento che va ben oltre il singolo progetto e che permetterà di riorganizzare compiutamente l’ospedale della città”.

Il blocco operatorio, a sua volta, vedrà aggiungere 3 sale operatorie standard alle otto attualmente esistenti, una sala operatoria ibrida e una per pazienti infetti, con accesso con ascensore dedicato. Infine la rianimazione sarà composta di 42 posti letto: 22 di medicina d’urgenza di cui 8 in area critica e 20 di terapia intensiva, di cui 6 isolati.

E’ poi prevista la separazione in due Unità Operative dell’attuale reparto di Medicina. Uno spacchettamento che risponde a due importanti vocazioni distintive; una – Medicina 1 a indirizzo invecchiamento e fragilità con 60 posti letto e 18 a lungodegenza – rivolta ad una forte integrazione con il territorio, punto di riferimento per la medicina generale e le cure primarie diretta dal prof. Marco Domenicali, e l’altra, diretta dalla dottoressa Maria Giulia Sama, a indirizzo assistenza acuti e sub-intensiva, con 84 posti letto, volta ad offrire una rapida risposta e presa in carico dei pazienti provenienti dal Pronto Soccorso, pazienti post chirurgici e provenienti dalla U.O. anestesia e Rianimazione.