Attanasio con padre Querzani durante la visita effettuata al Centro di assistenza dei bambini vulnerabili a Kadutu

Ad ricordare Luca Attanasio, l’ambasciatore italiano ucciso nei giorni scorsi in Repubblica Democratica del Congo, insieme al carabiniere che lo scortava, Vittorio Iacovacci, e all’autista, ci arriva una lettera di padre Giovanni Querzani, brisighellese, da quasi 40 anni missionario nella Repubblica Democratica del Congo, la cui attività si svolge prevalentemente a Bukavu, capoluogo della provincia del Sud Kivu.

Ecco un estratto della sua lettera.

“Cari Amici, quando oggi sono tornato a casa (la Casa regionale dei Missionari Saveriani a Bukavu), alle due del pomeriggio dopo la mattinata trascorsa tra i bambini del nostro Centro Tupendane a Kadutu (uno dei quartieri più poveri della città, ndr), mi è stata comunicata la notizia dell’uccisione a Goma del nostro ambasciatore Luca Attanasio. Una notizia sconcertante che mi ha profondamente rattristato. Per noi era veramente una persona meravigliosa, molto sensibile e molto impegnata che apprezzavamo tantissimo. Sabato 20 febbraio era arrivato nel tardo pomeriggio nella nostra Casa regionale dove era programmato un incontro con gli italiani residenti a Bukavu, quasi tutti missionari. E’ stato un bell’incontro molto cordiale e interessante nel quale, come al solito, era emersa la sua attitudine di “vicinanza” per tutti noi  e la sua grande sensibilità umana. Ha cenato e trascorso la notte qui in casa nostra dove si sentiva totalmente a suo agio e domenica mattina, prima di proseguire il suo viaggio per Goma ha partecipato alla santa Messa nella nostra cappella”.

“Questo giovane ambasciatore si era distinto per la sua grande sensibilità umana – prosegue il missionario – e il suo attivismo umanitario. Durante la visita effettuata l’anno scorso a qui a Bukavu era venuto con la moglie a visitare il nostro Centro di Assistenza dei bambini vulnerabili a Kadutu. Era rimasto molto colpito e ci aveva manifestato una grande simpatia. Sabato scorso al suo arrivo, appena mi ha visto, mi ha salutato con grande benevolenza e mi ha chiesto dei nostri bambini. Anche lui era padre affettuoso di tre graziosissime bambine”.

“Al di là del grande rammarico che proviamo per la sua scomparsa, ci rimarrà un ricordo meraviglioso di questo ambasciatore “speciale”, uomo luminoso, entusiasta e attivo – conclude padre Querzani – che nel suo ruolo diplomatico, oltre a distinguersi per una reale vicinanza a noi italiani, operava anche con sincero impegno per il bene del Congo e dei congolesi”.