Tanti segni meno ma nel complesso il porto di Ravenna ha retto l’urto del 2020. E’ quanto emerge dall’analisi del consueto report mensile elaborato dall’Autorità portuale, dal quale emerge che nel periodo che va da gennaio a dicembre 2020, la movimentazione di merci nel porto di Ravenna è stata pari a 22.407.481 tonnellate di merce, in calo del 14,7% (3.848.767 tonnellate in meno) rispetto all’intero 2019. Gli sbarchi e gli imbarchi sono stati, rispettivamente, pari a 18.605.004 (-17%) e a 3.802.477 (-1,1%) tonnellate.

Il mese di dicembre, in particolare, ha registrato una movimentazione complessiva pari a 2.063.860 tonnellate, in crescita del 10,9% (oltre 200mila tonnellate in più) rispetto al mese di dicembre 2019, “con un importante recupero, il primo, consistente segno di ripresa in era Covid – si legge nel Report – dopo il timido accenno registrato a luglio 2020 (+1,5%) che non rappresenta una performance isolata, in quanto ci sono elementi concreti per ritenere che il trend positivo stia consolidandosi per i prossimi mesi”.
Valutando la serie storica della movimentazione mensile, risulta evidente che le misure restrittive per fronteggiare la pandemia da Covid-19 hanno penalizzato, da marzo a giugno, soprattutto gli sbarchi.
Le merci secche, cioè prodotti agricoli e metallurgici, mangimi, argille e altro, con una movimentazione pari a 18.253.199 tonnellate, sono calate del 15,5% (3.360mila tonnellate in meno), e, nell’ambito delle stesse, le merci utilizzate in container presentano un calo del 10,9% (2.127.236 tonnellate, con 261mila tonnellate in meno) mentre le merci su rotabili hano avuto un calo del 4,9% (1.551.575 tonnellate, 79 mila in meno): era 10,8% a fine settembre. I prodotti liquidi  – con una movimentazione pari a 4.154.282 tonnellate – hanno registrato una diminuzione del 10,5% (circa 489 mila tonnellate in meno).

Il comparto agroalimentare (derrate alimentari e prodotti agricoli), con 4.808.471 tonnellate di merce, ha registrato nel periodo gennaio-dicembre 2020 un calo del 12,4% (678mila tonnellate in meno) rispetto all’intero 2019. Significativa è la contrazione dei cereali sbarcati, categoria merceologica che ha registrato nel 2020 il maggior calo nel porto di Ravenna (‐54,2% pari a oltre un milione di tonnellate), “nonostante sia sia registrato – continua il report – un calo della produzione nazionale di grano duro (-20%), con conseguente necessità per l’industria alimentare nazionale di importare dall’estero la differenza per compensare la scarsità di produzione interna. L’importazione di cereali ha risentito, infatti, sia della minore domanda causata dai vari lockdown e dalle varie misure di contenimento introdotte dal Governo per contenere la diffusione dei contagi da Covid‐19 e dal conseguente calo prolungato dei consumi nel circuito horeca (Hotellerie‐Restaurant‐Café/Catering), principalmente a causa dell’assenza di turisti, e nelle mense aziendali (molti dipendenti lavorano ancora da casa), sia dell’accumulo di scorte dalla fine dello scorso anno, con il sistema produttivo che non riesce ancora a riprendere la piena operatività ai ritmi precedenti”. L’Autorità Portuale stima nel suo rapporto che “il trend negativo del comparto agroalimentare è destinato a protrarsi almeno fino a giugno 2021, quando l’auspicato piano vaccinale sarà pienamente avviato e si saranno potute restringere le misure anti-contagio”

Negativa anche la movimentazione delle farine di semi e frutti oleosi risultata in calo del 6% sul progressivo dell’anno. Negli ultimi due mesi sono, invece, risultati in aumento gli oli animali e vegetali, che hanno contribuito al recupero sul calo progressivo dei mesi precedenti, chiudendo il 2020 con un -4%. Continua a essere positiva per il porto di Ravenna la crescita continua degli sbarchi di semi oleosi, in aumento del 52% a dicembre e del 25,8% nel progressivo annuale, con 1.140.746 tonnellate, grazie all’entrata a pieno regime del ciclo industriale di uno stabilimento attivo nello scalo portuale cittadino.

I materiali da costruzione Con 4.072.298 tonnellate movimentate, hanno registrato un calo del 18,9% nel corso del 2020, con quasi 950mila tonnellate in meno rispetto alla medesima movimentazione dello scorso anno, da imputarsi principalmente al calo delle importazioni di materie prime (-20,9%) per la produzione di ceramiche del distretto di Sassuolo. Relativamente, invece, al mese di dicembre, la movimentazione è risultata positiva con i materiali da costruzione che risultano in aumento del 5,4% e le materie prime ceramiche che hanno visto una movimentazione in crescita del 5%.

Risultano ancora in calo anche i prodotti metallurgici con 5.090.436 tonnellate nel 2020: rispetto allo scorso anno, segnano un -20,2% (1.288mila tonnellate in meno). Dopo un primo semestre in calo e il dato positivo di luglio, viene ulteriormente confermata l’inversione di tendenza negativa, con un clima di incertezza che si sta riflettendo sulle consegne del materiale. Ottobre, infatti, è in calo del 19,1%, novembre del -41,5% mentre il mese di dicembre ha portato a una crescita del 36,5% contribuendo al recupero sul progressivo annuale. L’import di metallurgici da Paesi extra-Ue del Porto di Ravenna nel 2020 è stato pari a 2.860.162 tonnellate, che rappresentano il 56,2% del totale, in calo del 24,8% in meno rispetto al 2019. Analizzando i singoli Paesi, i maggiori cali nelle importazioni extra‐UE sono quelli con la Cina (‐73,4%; ‐351mila tonnellate), l’India (‐32,5%; ‐204mila tonnellate), la Turchia (‐15%; ‐164mila tonnellate), e l’Indonesia (‐49,5%; ‐63 mila tonnellate) mentre per le importazioni da paesi comunitari le flessioni maggiori si riscontrano con la Germania (‐32,5%; ‐256mila tonnellate) e la Slovenia (‐81,3%; ‐159mila tonnellate). Gli sbarchi da Taranto (ex ILVA) pari a 1.049.759 tonnellate, sono invece in crescita del 14,8% rispetto al 2019.

In calo nel 2020 anche i prodotti petroliferi (-12,8%) e i chimici liquidi (-14%). Per i contenitori, pari a 194.868 Teus, si sono registrati 23.270 Teus in meno rispetto al 2019 (‐10,7%). Fino a ottobre, i Teus movimentati sono stati in calo del 9,6%. A novembre si è registrata una ripresa (+2,1% rispetto allo stesso mese del 2019) ma poi a dicembre nuovo calo (-11,7% rispetto allo stesso mese del 2019).

Infine, anche negli ultimi due mesi del 2020, si è avuto un incremento degli arrivi di automotive, che chiudono l’anno con i 6.258 pezzi con un saldo comunque negativo (-3.965 pezzi, e -38,8% rispetto all’anno precedente). Del resto anche il mese di dicembre ha confermato il forte calo del mercato dell’auto con 119.454 unità immatricolate, pari al -15% rispetto al 2019.