Loretta Bignardi è arrivata alla Questura di Ravenna nel settembre 2019

“Vado in pensione ma non starò ferma. Mi attendono adesso interessanti progetti nel sociale, legati all’Africa, ai quali darò volentieri un aiuto”. La dottoressa Loretta Bignardi si appresta a salutare la Questura di Ravenna e il suo lungo cammino in Polizia, iniziato nel 1988. Dall’1 marzo la sostituirà Maria Rita Stellino, proveniente dalla Questura di Oristano. “La conosco poco ma mi dicono che ha grandi capacità e qualità – ammette la dottoressa Bignardi -: penso che questo presidio di Ravenna sia in buone mani”.

Partiamo allora dal futuro. “Dedicherò volentieri tempo a due progetti a cui tengo particolarmente. Uno è in Senegal, legato all’associazione Aaba onlus, creata da un mio amico, un giovane avvocato milanese di origini senegalesi. Sono messe in campo iniziative davvero utili anche con l’ausilio di alcune strutture sanitarie lombarde, che ho potuto riscontrare direttamente. Sono stati organizzati corsi formativi per infermieri senegalesi che operano a Dakar, ci sono forniture di materiale e strumentazione sanitaria ed altro.
L’altro progetto è quello della onlus Sos villaggi dei bambini, in cui concorre tra le tante, anche la fondazione Paleocapa, che è riconducibile a dei miei conoscenti che hanno devoluto tutti i loro averi in questa fondazione. La Sos ha un’organizzazione molto più ampia e performante della Aaba con più di 100 strutture nel mondo, di cui una nel corno d’Africa. Con l’amico della Aaba abbiamo già costruito opportunità. Ora mi impegenrò in un progetto di partecipazione anche con la Sos villaggi dei bambini. Insomma, continuo a costruire”.

A Ravenna la Bignardi era arrivata a settembre 2019. “E’ stata un’esperienza molto positiva. Purtroppo abbiamo dovuto gestire questa terribile incombenza del Covid con tutte le conseguenze che ha portato con sé sia a livello di gestione interna della nostra attività sia per la proiezione esterna che ha avuto. Ci siamo trovati in una posizione molto particolare: da un lato la necessità di far rispettare le norme ma dall’altro lato anche la coscienza della sofferenza, delle problematiche e delle difficoltà di tante persone”.

Sono stati diciotto mesi pieni, intensi, particolari, carichi di significato. “L’estate scorsa abbiamo dovuto affrontare il problema dei grossi assembramenti per la movida di Milano Marittima, mettendo in campo una robusta strategia di riappropriazione del territorio e delle piazze; poi, dopo il periodo del lockdown, in cui c’era stato un calo generale di tutti i reati, abbiamo dovuto fronteggiare una ripresa piuttosto intensa della criminalità. Un grosso lavoro di indagine ha richiesto l’attività di quella che è stata chiamata la banda dei supermercati: si trattava di un gruppo ben organizzato che agiva su più province e aveva trovato un metodo di sopravvivenza conoscendo bene il sistema dall’interno sul modo di conservazione dei soldi e dei fondi in cassa. In questi giorni, poi, lo sapete tutti, siamo attivamente impegnati nelle indagini sull’omicidio di Faenza: un fatto sconvolgente”.

Con sè, Loretta Bignardi porterà anche il ricordo e l’immagine di una città “viva, dinamica, attiva, col porto che è un centro economico molto importante e propulsivo. Qui mi sono trovata molto bene anche se vado via col rammarico di non avere avuto molto tempo per poterla assaporare con gli occhi del turista. Da lombarda quale sono a Ravenna ho trovato molte similitudini con la mia terra nei modi di vivere: l’operosità, la voglia di fare, l’organizzazione”.

Al nuovo questore, Loretta Bignardi lascia in eredità una struttura “attiva, vivace e organizzata”, commissariati a pieno organico a Faenza e a Lugo, “grazie all’inserimento di 25 agenti. Credo molto nella logica dei commissariati e in quelle due città c’era bisogno di avere un impulso maggiore. Soprattutto il commissariato di Lugo era più sprovvisto di uomini e di personale: gli innesti effettuati hanno cominciato a dare buoni risultati sotto il profilo della capacità di presidio del territorio e di prevenzione dei reati”.