Immagine di repertorio
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Da tartufi e asparagi ai prodotti artigianali, fino a una ricetta o a un procedimento tradizionali. Il Comune di Ravenna sposa la filosofia chilometro zero e vara l’istituzione della Denominazione comunale di origine Deco, con l’approvazione questo pomeriggio in Consiglio comunale all’unanimità del regolamento per la tutela e la valorizzazione delle attività agroalimentari e artigianali tradizionali locali”.

Si tratta, spiega l’assessore allo Sviluppo economico Massimo Cameliani, di “un riconoscimento del Comune a un qualcosa di strettamente collegato con il territorio, senza sovrapporsi alle denominazioni di origine”, che dunque “gemella il prodotto con il territorio”. E approvato con entusiasmo anche dalle associazioni. Offre, aggiunge Cameliani, “un’opportunità alle imprese, alle associazioni e anche al mondo culturale, permettendo la valorizzazione del prodotto in chiave economica”.

Il regolamento prevede anche un registro e una commissione tecnica per l’attribuzione del Deco, che si confronterà annualmente sull’andamento dell’iniziativa.

Le reazioni politiche
Alberto Ancarani di Forza Italia non ha molta fiducia sull’efficacia dello strumento, ma prende atto che “il tavolo dell’imprenditoria lo ha richiesto” e si augura funzioni.
Samantha Tardi di Cambierà si accoda alle perplessità dell’azzurro interrogandosi sulla necessità di una “ennesima sigla”, mentre Nicola Pompignoli della Lega invita la commissione indicata a scegliere con scrupolo.
“È difficile dire di no, siano poche, valide e caratteristiche del territorio”, concorda Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna, con Veronica Verlicchi della Pigna che trova la delibera “un pò anacronistica”
Il Partito democratico, sottolinea la consigliera Cinzia Valbonesi, è convinto che “certi strumenti con la pandemia possono assumere valore, è doveroso tentare questa strada”, anche perchè si possono sviluppare reti tra le imprese del territorio.
“Le condizioni sono cambiate” concorda Mariella Mantovani di Mdp mentre Daniele Perini di Ama Ravenna ricorda che la città ha dei prodotti unici al mondo, anche “Klimt ne rimase estasiato”.

Agenzia Dire