L'abside di San Vitale. La Basilica sarà al centro del corso della scuola di formazione teologica

Persino un collegamento dalla Turchia, ieri sera, per la prima lezione del corso di storia della Chiesa locale organizzato dalla Scuola di formazione teologica. Al centro del ciclo di incontri, che prosegue per tutti i lunedì di febbraio, i mosaici di San Vitale.

Bidimensionali, frontali, ieratici: è quel che dice ogni guida turistica di questi mosaici. Ma perché? La risposta ha tentato di darla la professoressa Costanza Fabbri, docente di Arte al Liceo Classico Dante Alighieri. Ha le sue radici nella filosofia neoplatonica, assorbita e risemantizzata dai bizantini in chiave cristiana.

“Diventa così una metafisica della luce – ha spiegato Fabbri – che si gioca sul recupero della dicotomia spirito-materia e luce-tenebra. L’idea neoplatonica della bellezza come recupero della forma originale delle cose visibili è il principio a partire dal quale è stata pensata tutta San Vitale, come tanti monumenti bizantini. Tutto ciò che è tridimensionale è opposto alla luce”.

Di qui la necessità estetica di appiattire a due dimensioni, scarnificare le figure e la scelta dell’oro e dei materiali preziosi: “È la luce neo-platonica – spiega ancora Fabbri – che qui viene tradotta nella luce di Dio. Come ci si può vestire dell’assoluto dal punto di vista cromatico, se non con l’oro e con materiali che riflettono la luce?”.

Il prossimo appuntamento sulla piattaforma Zoom è per lunedì 8 febbraio sempre con la professoressa Fabbri, mentre dal lunedì successivo la relatrice sarà Beatrice Minotta. Per partecipare chiedere il link a sft.sanpiercrisologo@gmail.com