Due volontarie del progetto
Due volontarie del progetto

“Il futuro del Portierato sociale? Vogliamo continuare a essere il tramite tra i piccoli bisogni quotidiani di una persona e i servizi che possono rispondere a queste necessità”. A parlare è Eleonora Ricci, operatrice di Cittattiva, tra le responsabili del progetto di Portierato sociale “Mo va là”, attivo da poco più di un anno. Un progetto promosso dalla cooperativa sociale Villaggio Globale e finanziato dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

“Siamo partiti ad inizio del 2020, affiancandoci ad altre realtà di vicinanza alle persone presenti già a Ravenna, come Auser – dice Ricci– Il nostro territorio privilegiato di riferimento è il quartiere Farini, sede di Cittattiva, ma allarghiamo lo sguardo a tutto il territorio cittadino”. Nelle prime settimane i volontari (una trentina circa) di “Mo va là” hanno lanciato una indagine statistica nel quartiere, per capire come era cambiata la popolazione nell’ultimo decennio.

“E abbiamo verificato che la media di età era più bassa di quella che ci aspettavamo – continua Ricci – Tuttavia sono molti gli anziani che vivono da soli, o con la moglie ed il marito, così come non mancano le persone malate o diversamente abili. Sono queste le nostre categorie principali di riferimento.  Avevamo iniziato, sempre del tutto gratuitamente, a fare la spesa per alcuni di loro, o un percorso d sostegno/orientamento all’alfabetizzazione digitale, o ad occuparci di altre piccole faccende domestiche”.

L’arrivo del lockdown ha complicato enormemente l’attività dei volontari del Portierato sociale. “Ma non siamo mai stati fermi – ci tiene a precisare Ricci –. Ad esempio ci siamo occupati della consegna dei buoni spesa del Comune, cosa che facciamo ancora oggi. E poi abbiamo promosso un’iniziativa solidale: la realizzazione di biglietti e cartoline con messaggi augurali da parte dei singoli cittadini. Quanto ci veniva consegnato, lo stampavamo per metterlo poi nelle borse della spesa che portavamo alle persone. E’ stato un modo per avviare e mantenere i contatti con tanti cittadini che hanno mostrato, in questo modo, la loro solidarietà, e tra essi tanti erano i bambini”.

Da novembre scorso, “Mo va là” è anche punto di smistamento del piatto sospeso: vengono consegnate buste con viveri alimentari (provenienti dal commercio equo e solidale della Bottega del Mondo di Ravenna) a coloro che si rivolgono allo sportello del Portierato per essere aiutati nella compilazione del buono spesa online. Ora il progetto prevede, oltre al coinvolgimento di volontari e operatori sociali, anche l’attivazione di tre borse lavoro grazie sempre grazie all’intervento della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.
“Abbiamo già la disponibilità di una persona, che era ospite al dormitorio Re dei Girgenti – precisa Ricci – a lavorare insieme a noi”.

La spesa quotidiana, i lavori domestici (dal giardino da piantumare a un tubo di un lavandino da sostituire…), l’aiuto per le attività on line per chi non è pratico e altro ancora: è quanto offre questo progetto. “Ma, soprattutto – conclude Ricci – è un’iniziativa che va al di là dell’attività concreta: lo scopo è stabilire un contatto con la persona aiutata, per avviare una relazione umana che si consolidi nel tempo”. Il servizio è aperto al pubblico il martedì e il venerdì, dalle 9 alle 13, la sede è in via Carducci 14, telefono 0544482052.