Uno dei camion vela della nuova campagna #Stop Aborto

“Il corpo di mio figlio non è il mio corpo, sopprimerlo non è la mia scelta #stopaborto” e “Mamma: chi sceglie la vita vince sempre. L’aborto è una sconfitta #io scelgo la vita“. Torna con questo messaggio la campagna in difesa della vita nascente di Pro Vita & Famiglia Onlus, partita oggi con camion vela, che faranno tappa a Rimini, Cesena, Forlì e Ravenna, fino all’11 febbraio e nel contesto della 43a Giornata Nazionale per la Vita.

«Con questi cartelloni si vuole mandare un messaggio chiaro: non esiste il diritto di uccidere una persona umana!»: così la nota della Onlus prolife già promotrice della campagna #dallapartedelledonne contro la pillola abortiva Ru486 che tanto ha fatto scalpore e sollevato diverse polemiche da parte di chi non vuole accettare la scienza e la verità.

I manifesti – con il volto di un neonato con la dicitura «Io sono per la vita» – saranno diffusi in tutta la Romagna e a Ferrara, nell’interno mese di febbraio.

In Emilia Romagna la campagna è curata dall’Associazione Culturale San Michele Arcangelo con il sostegno di Giuristi per la Vita, del Movimento per la Vita di Cesena, della Parrocchia ortodossa «Protezione della Madre di Dio» del Patriarcato di Mosca, dei Comitati Difendiamo i nostri Figli di Ravenna e di Rimini, del Centro Internazionale Giovanni Paolo II per il Magistero Sociale della Chiesa, del Centro culturale il Crocevia di Cesena e dell’Associazione Culturale Identità Europea.

L’Associazione Culturale San Michele Arcangelo sottolinea che l’obiettivo della campagna è quello di avviare un dibattito nella società sull’assurdo dogma laico dell’aborto: «E’ necessario da una parte che lo Stato e le istituzioni sul territorio aiutino di più le donne in gravidanza. E’ urgente, anche, sostenere, concretamente, i Centri di aiuti alla vita, i cui bravissimi operatori hanno dimostrato negli anni di avere capacità, competenza e sensibilità nell’aver cura delle mamme in difficoltà. Il concepito è una persona umana in una fase vitale iniziale e delicatissima del suo sviluppo, e va riconosciuto, protetto e accolto, perché è sempre assolutamente doveroso proteggere gli esseri umani più piccoli ed indifesi»