Mirella Falconi insegna anatomia umana all'Università di Bologna

Lo studentato, un’Aula Magna Universitaria, nuovi spazi per gli studenti e l’ulteriore consolidamento dell’Ateneo in città: si sviluppa in questi punti il mandato della professoressa Mirella Falconi, docente di anatomia umana all’Università di Bologna, che da mercoledì 10 febbraio è la nuova presidentessa della Fondazione Flaminia. Succede a Lanfranco Gualtieri, ora nominato presidente onorario. “Mi muoverò nel solco della piena continuità con quanto realizzato finora dal dott. Gualtieri”, ammette la neo presidentessa.

“Non ci sono progetti con carattere di urgenza ma tra le prime necessità vanno portati a termine alcuni programmi – precisa – come l’edilizia universitaria, a partire dallo studentato, vanno implementati i servizi rivolti agli studenti, bisogna gettare le basi per dotare la città di una sua Aula Magna, per formalizzare il riconoscimento di ‘Ravenna città universitaria’. Il tutto ovviamente nell’ottica di essere un ente a supporto dell’Università privilegiando la costante collaborazione e sinergia tra le diverse competenze presenti nel territorio”.

Professoressa, mettiamo allora in fila i vari punti. Partiamo dallo studentato. “Faccio una premessa, Ravenna è sicuramente un fiore all’occhiello dell’università di Bologna. Se ci guardiamo indietro e pensiamo al lavoro di questi 30 anni, il polo universitario e l’offerta formativa sono cresciuti enormemente. Adesso la dimensione e i numeri sono tali da richiedere necessariamente uno studentato, ma siamo in dirittura d’arrivo. C’è già il progetto esecutivo per l’edificio pubblico nell’Isola San Giovanni, da circa 110 posti e relativi servizi. Entro l’estate dovremmo rendere operativa questa fase in modo da avere disponibile la struttura in un paio d’anni. Nel frattempo speriamo che in città vengano avanti altre progettualità che possano contribuire ad implementare e incrementare i servizi agli studenti”.

Per quanto riguarda il corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, di cui la professoressa Falconi è coordinatrice, new entry nell’offerta formativa del campus di Ravenna dopo quasi tre mesi dal sua via, il primo bilancio è positivo. “Sono entusiasta – ammette la professoressa Falconi – e tutti coloro che prendono visione di ciò che è stato realizzato restano senza parole. Il rammarico è non aver potuto mostrare alla città, a causa di questa emergenza sanitaria, ciò che è stato fatto, la ristrutturazione che è venuta avanti in pochi mesi, l’altissima qualità dei laboratori con attrezzature all’avanguardia, ma ho fiducia che presto potremo farlo. I laboratori didattici sono stati ricavati all’interno di un’ala dell’ospedale, resa disponibile dall’Ausl Romagna, I lavori di ristrutturazione sono stati finanziati dalla Fondazione Flaminia come l’acquisto degli arredi e di parte delle attrezzature”.  

L’entusiasmo della professoressa Falconi è quello di tutta la Fondazione che 30 anni fa quando avviò il processo di fare di Ravenna una città universitaria aveva visto molto lontano. “La Fondazione ha avuto grande lungimiranza. Ravenna è partita in sordina ma poi ha saputo crescere nel tempo dotandosi di corsi di laurea importanti e di un’offerta formativa sempre più varia e articolata. Ha prevalso in tutti questi anni la fede nell’importanza del radicamento della cultura dell’università e della formazione, legandole al porto, al turismo, all’ambiente in una sinergia strettissima tra università e territorio locale. Ecco perché credo che sia importante proseguire nel solco della continuità progettuale avviata e impostata da chi mi ha preceduto”.