Suor Maria Rita Gaspari

Suor MariaRita sapeva creare ponti. Tra persone e tra realtà del volontariato ravennate. Per essere sempre più a servizio dei suoi “briganti”, come li chiamava lei. Si rincorrono le testimonianze di gratitudine per suor MariaRita Gaspari, 81 anni, per anni responsabile del dormitorio Buon Samaritano di San Rocco morta improvvisamente martedì a Ventimiglia dove prestava servizio dopo il trasferimento della sua comunità religiosa.

A parlarne a Risveglio Duemila è Raffaella Bazzoni che all’epoca era responsabile del Centro d’ascolto Caritas dove suor MariaRita faceva la volontaria allo sportello di ascolto: “Quando è arrivata a Ravenna si è subito messa in gioco con disponibilità e generosità – ricorda Raffaella –. Ha sempre creduto nella collaborazione”.

Dalla collaborazione poi venivano legami e relazioni che lei coltivava negli anni, oltre le distanze e i trasferimenti: “Quando era a Ravenna mi parlava spesso delle ragazze madri che aveva seguito in Calabria e che ancora sentiva – racconta –. E io stessa sono testimone dell’attenzione che aveva per le persone: anche dopo il suo trasferimento non si perdeva un compleanno, un’occasione per mandare un messaggio”. 

Era suora da 62 anni. In uno dei messaggi conservati da Raffella, suor MariaRita scrive dello “stupore e della riconoscenza” per i 60 anni di professione festeggiati nel 2019.

L’entusiasmo era un’altra delle caratteristiche che la religiosa portava nei suoi tanti servizi, un entusiasmo che non si era affievolito con l’età. Eccezionale, ricorda infine Bazzoni, la sua capacità di “ascolto vero delle persone e empatia: provava sempre a lasciare il tempo alla persona che ascoltava di esprimersi. Anche così creava relazioni”.