L'equipaggio ravennate di Luna Rossa

Ci sono state le notti magiche di Italia ’90, in cui il calcio mostrò una volta di più il suo potere aggregativo, e due anni dopo ci sono state anche le notti magiche del Moro di Venezia quando anche tutta Ravenna, come l’Italia, iniziò a partecipare e a seguire con passione ed entusiasmo la Coppa America di vela e il tentativo di quella barca di Raul Gardini di strappare il prestigiosissimo trofeo agli imbattibili americani.
Dopo la vittoria della Louis Vuitton Cup, il tentativo solenne fallì, ma in quelle serate i ravennati riscoprirono un grande amore e ripresero confidenza con il gergo tecnico della vela – fiocco, gennaker, genoa, rande, bolina, orzare, strambare – già conosciuto anni prima con l’esperienza di Azzurra.

Oggi, 29 anni dopo, la storia si ripete. Luna Rossa ha rivinto la Louis Vuitton Cup, ora Prada Cup, dopo il trionfo del 2000 e dal 6 marzo sfiderà nelle acque di Auckland il team difensore, New Zealand, cercando di spodestarlo dal trono della America’s Cup. Che, nata nel 1851, è stata appannaggio delle imbarcazioni statunitensi, senza interruzioni, fino al 1983 quando ad Australia II riuscì il colpaccio. Poi, la Coppa America è diventata affare a tre tra Stati Uniti, Svizzera, con Alinghi, e Nuova Zelanda, che mette in palio il trofeo vinto nel 2017.

Ravenna si appresta a infiammarsi per seguire questa sfida, anche perché in quella barca che ha conquistato il diritto di giocarsi il trofeo ideato in occasione della prima esposizione universale di Londra, c’è una nutrita componente ravennate e romagnola: il regolatore del fiocco, cioè la vela posta davanti, è Umberto Molineris, il sailing coach (cioè l’allenatore tattico) è Jacopo Plazzi, che ha il delicato incarico di osservatore, raccogliendo informazioni circa le performance dei team avversari, uno degli sviluppatori del software utilizzato durante le regate per avere sotto controllo le performance di Luna Rossa è Andrea Bazzini. Il direttore tecnico della Prada Cup è Matteo Plazzi che nel 2000 era a bordo di Luna Rossa in occasione della precedente finale e che l’America’s Cup l’ha già vinta con Bmw Oracle, mentre il responsabile della comunicazione del Comitato organizzatore è Antonio Vettese, anche lui ravennate: tutti e cinque sono soci del Circolo Velico Ravennate.
Ma anche Cervia è rappresentata da Giuseppe Acquafredda, cresciuto nel vivaio del Circolo nautico Amici della vela, che a bordo di Luna Rossa si occupa delle attrezzature. E ancora a bordo di Luna Rossa ci sono il responsabile delle relazione esterne Francesco Longanesi Cattani nato a Bagnacavallo, il faentino Vincenzo Brusa, tra i costruttori dell’Ac75 che ha vinto la Prada Cup, lo skipper riminese Max Sirena, il coach cesenate Marco Mercuriali.

E a tifare per loro ci saranno, innanzitutto, i due sindaci, che esprimono tutta la loro soddisfazione per il successo nella Prada Cup attraverso i loro profili Facebook. “Grazie ragazzi, siete un grande orgoglio! E ora il viaggio continua. Buon vento verso l’America’s Cup!”, scrive Michele de Pascale. “Per la terza volta nella storia parteciperemo all’America’s Cup. L’ultima volta era stato nel 2000. E l’orgoglio più grande è avere un cervese in questo meraviglioso team, Giuseppe Acquafredda”, gli fa eco Massimo Medri. E anche Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, si unisce al coro degli elogi e dei complimenti mettendo in evidenza come si tratti di “un traguardo straordinario ottenuto anche grazie a tanti membri del team emiliano-romagnoli. Un team che è già orgoglio italiano”.