Roberto Zanfini
Roberto Zanfini

Nell’appuntamento settimanale, in rete sul canale Facebook del comune di Ravenna, sull’emergenza sanitaria determinata dal coronavirus, mercoledì 3 febbraio è intervenuto il dottor Roberto Zanfini, direttore del Dipartimento di emergenza-urgenza psichiatrica a Ravenna, in dialogo con il sindaco Michele De Pascale. Il confronto ha permesso di fare il punto sull’impatto che la pandemia ha avuto sulle circa 6.500 persone che, ogni anno, accedono ai servizi di salute mentale dell’Ausl Romagna (che comprende Ravenna, Faenza e Lugo), alle quali vanno aggiunti gli utenti che fanno parte della neuropsichiatria infantile.

“Può sembrare un paradosso dirlo – ha affermato Zanfini – ma nel periodo del lockdown nel nostro territorio abbiamo avuto un calo riguardo ai ricoveri in psichiatria e anche meno richieste di consulenze psichiatriche. Certo, ci possono essere persone che hanno preferito non chiedere aiuto, magari per il timore del contagio, ma il motivo principale è un altro: è provato che quando ci sono situazioni di grave crisi, conflitti, diminuiscono le richieste di aiuto relative alla salute mentale. Come se le persone in stato di fragilità psicologica, in quei casi, aumentassero la loro capacità di sopportare lo stress, trovando in loro stesse nuove energie”.

Tuttavia, ha chiarito Zanfini, se la situazione di crisi o conflitto sociale perdura, è facile che queste persone abbiano un crollo psicologico.
“La restrizione degli spazi di libertà – ha aggiunto Zanfini – le limitazioni nei contatti con gli altri, hanno comunque avuto per i nostri malati un effetto negativo. Per questo motivo, abbiamo cercato di assicurare ai ricoverati il loro rispetto e dignità, anche consentendo le visite dei familiari, certo nel pieno rispetto delle norme sanitarie”.

Il sindaco De Pascale ha posto l’accento su un aspetto: le fatiche che i dipartimenti di salute mentale hanno dovuto compiere soprattutto durante il primo lockdown, quando i decreti ministeriali non tenevano in considerazione questa parte della sanità, della cura alle persone.
“Pur con qualche criticità, soprattutto per le attività riabilitative – ha chiarito Zanfini – anche in quel periodo siamo riusciti ad assicurare tutti i servizi alle persone ricoverate, rimodulando le nostre attività in base alle normative in vigore. Certo, perché il malato esca dalla sua situazione di disagio psichico, non bastano le terapie, occorre creare una rete amicale, sociale che gli sia di sostegno”.

Le fatiche e i problemi, in tempo di Covid, da adolescenti e i giovani è stato l’ultimo tema affrontato.
“Credo che per la loro alta capacità di resilienza  – ha detto Zanfini –  i giovani saranno in grado di superare questa crisi in modo brillante. Tuttavia in questi mesi vi è stato un impatto negativo sulla loro visione del futuro, un impatto legato non solo alla scuola, ma anche alle prospettive di lavoro. Per aiutarli, penso servano figure professionali e servizi che siano loro vicini, come già accade a Ravenna, in forme con equipe di lavoro trasversali e multifunzionali”.