La "costruzione" di un astuccio sospeso

Non servono grandi mezzi, basta l’idea per dare ali alla carità. Lo dimostra l’iniziativa della Caritas di Cannuzzo che in vista della Giornata della testimonianza della carità in programma domenica in tutta la Diocesi, ha ideato un altro modo per stare accanto alle persone che aiuta.

“L’astuccio sospeso”, così l’ha definito Benilde Balella, 72 anni, colonna portante della Caritas parrocchiale che, dice, ha soltanto colto l’opportunità. “Ogni terza domenica del mese – racconta – in parrocchia facciamo l’offertorio della carità (si porta all’altare un cesto con alcuni prodotti di prima necessità donati dai parrocchiani – ndr). In una di queste occasioni, ci sono stati regalati 15 astucci. E allora abbiamo pensato a una raccolta di materiale di cancelleria per riempirli”.

Detto fatto: in meno di tre settimane i parrocchiani di Cannuzzo hanno risposto all’appello. Poi i bambini del catechismo (fino a quando è stato possibile farlo in presenza) hanno confezionato gli astucci e domenica verranno portati in chiesa, nelle tre parrocchie dell’unità pastorale di Cannuzzo, Sant’Andrea e Montaletto in occasione della Giornata della testimonianza della Carità. “Poi – completa Benilde – li consegneremo il Giovedì santo, primo aprile, ai bambini delle famiglie che aiutiamo, assieme a un dolce regalo”.

Non solo pacchi viveri, quindi, ma sostegno, relazioni, dignità, che si possono trasmettere anche con un astuccio. Sono una ventina le famiglie che assiste la Caritas di Cannuzzo, spiega Benilde, attraverso l’opera di infaticabili 8 volontari (più altri 7 che si occupano della distribuzione degli indumenti, ora ferma a causa delle norme anti-covid). “E non ci siamo mai fermati, neanche nel lockdown: anzi una delle nostre assistenti sociali ci ha aiutato con un pullmino e siamo riusciti a recapitare a casa i pacchi”. Con un poco di inventiva e creatività si può arrivare lontano