Un particolare della copertina del libro
Un particolare della copertina del libro

Molti ravennati ricorderanno il transito nella nostra città – nel mese di marzo 2018 – accompagnati da una delegazione del Club alpino italiano locale, di tre amici camminatori che, insieme ad altrettanti lama argentini – socievoli e tranquilli animali simili al guanaco – si stavano recando alla volta della città eterna. Partiti dalla piazza principale di Bolzano i tre camminatori, due altoatesini e un tedesco, percorsero la Via Romea Germanica e – parzialmente – la via di San Francesco, incontrando diverse difficoltà e tante persone ospitali e accoglienti con cui stringeranno rapporti di amicizia.

Un viaggio raccontato nel libro “A piedi a Roma con tre lama” (Athesia edizioni) da Thomas Mohr, avvocato di Monaco di Baviera, pellegrino assieme a Thomas e Walter e a riscoprire il senso più autentico della vita, dopo una difficile esperienza di malattia: un viaggio spirituale, a tratti faticoso e non senza imprevisti, carico di spunti di riflessioni e motivi di speranza, nella ricerca di un percorso di rinnovamento interiore. Nella nostra città i tre furono ospitati nell’ex convento dei frati cappuccini di via Oberdan, dove conobbero padre Claudio Ciccillo e la fraternità San Damiano.

Strada facendo l’autore ci accompagna, con l’aiuto dei personaggi incontrati, in un metaforico viaggio nell’animo umano, con le sue ansie e le sue aspettative. Più strada percorrono più il viaggio assume i connotati di un vero e proprio pellegrinaggio che li segna in modo indelebile e cambia la loro visione della vita. Non mancano i riferimenti alle Sacre scritture e alle parole di papa Francesco che, alla fine del viaggio, incontreranno – insieme agli inseparabili lama –  in piazza San Pietro per consegnargli doni fabbricati con la lana dei loro animali.

Nel corso del viaggio attraverseranno ambienti naturali bellissimi e luoghi significativi di arte, storia e vita sociale. Momento di incontro, di condivisione e di scambio culturale che trovano, nella fatica dei camminatori, espressione e compimento per riproporre l’antica motivazione che spingeva molte persone, di paesi e culture diverse, a recarsi nella città simbolo della cristianità, creando fra di esse un forte legame di solidarietà e condivisione. Andrea Casadio