Suor Luisa Liverzani

Non ce l’ha fatta suor Luisa Liverzani (Graziella era il suo nome di Battesimo), delle suore Tavelli che era ricoverata all’ospedale di Ravenna per infezione da Covid, positiva come quasi tutte le religiose del convento di via Mazzini. Suor Luisa non era in buona salute, era in dialisi da tempo ma, spiegano le consorelle, non ha mai perso il suo caratteristico sorriso. Ricovata nei giorni scorsi assieme al alcune altre sorelle, è morta oggi pomeriggio.

“Era una vocazione vera. E sa perché? Era un’anima di preghiera e sorrideva sempre”, così la ricorda la consorella Letizia, anche lei positiva in isolamento nella sua stanza al convento di via Mazzini. Era originaria di Savarna ed era entrata giovanissima, prosegue.

Prima del suo peggioramento di salute che l’ha portata negli ultimi tempi a muoversi con l’ausilio di una sedia a ruote, prestava servizio alla scuola materna: “Le volevano tutti bene – ricorda ancora suor Letizia –. E anche noi sentiamo il bene della città: dicono che tutta Ravenna sta pregando per noi”.

Anche il vicario generale, don Alberto Brunelli, la ricorda “sempre in movimento – dice -: anche ammalati non si è mai fermata, andava avanti: un’attivista della vita religiosa”.

Il motore di questa sua forza lo rivela però suor Letizia: “Era un’anima di preghiera e adorazione; stava ora davanti al Santissimo”, ricorda.

Un’eredità che lascia alle consorelle, in queste ore difficili, nelle quali purtroppo non potranno nemmeno salutare e fare il funerale a suor Luisa. “Ma la preghiera – lo sappiamo – passa tutti i muri”.