Il ministro dell'istruzione Patrizio Bianchi
Il ministro dell'istruzione Patrizio Bianchi

“Vinceremo la battaglia contro il virus, contro la malinconia e la solitudine. Noi saremo presenti, noi siamo presenti con il cuore anche se siamo distanti. Perché vogliamo costruire una grande scuola per il Paese, e anche per questo ci serve Dante”. Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha inaugurato così, in diretta streaming, la settimana di celebrazioni dedicata al Dantedì, la Giornata nazionale dedicata al Sommo Poeta, che ricorre il prossimo 25 marzo. “I poeti sono degli esploratori dell’anima, e Dante lo è stato più di tutti. Dante ha saputo sempre essere nel futuro in questa capacità di vedere l’oltre e costruirlo. Ed eè quello che stiamo facendo anche noi: andare conto la crisi e superarla – ha aggiunto Bianchi-. C’è un modo solo per farlo, ed è quello che ci ha insegnato Dante: il pensiero e la scrittura”.

Rispondendo a una proposta del sindaco di Ravenna, Michele De Pascale, il ministro si è poi detto disponibile a leggere dei versi di un canto dantesco davanti alla tomba del Poeta. “Mi piacerebbe leggere il XXVI dell’Inferno, quello in cui Dante incontra Ulisse – ha detto Bianchi – perché è vero che noi non siamo fatti per appiattirci, ma siamo fatti per seguire ‘virtute e canoscenza’. La conoscenza si fa con lo studio, con la scuola. Mentre la virtù è la capacità di non farsi mai sconfiggere, neanche da una pandemia che sembra invincibile, ma noi vinceremo”.