La “conferma” che Dante è “profeta di speranza”, soprattutto in questo tempo difficile. E la sua opera è una strada per crescere nella vita di fede. Oltre che un onore e un grande riconoscimento per la città di Ravenna. Questo è Candor Lucis Aeternae, la lettera apostolica pubblicata oggi da Papa Francesco per il Settimo centenario della morte di Dante Alighieri nella quale si cita anche Ravenna e il discorso del Pontefice alla delegazione ravennate in visita a Roma lo scorso 10 ottobre per la benedizione della croce di Paolo VI ricollocata nella tomba del Sommo Poeta.

L’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni, che ha curato anche la prefazione alla Lettera nell’edizione che uscirà a inizio aprile per la casa editrice Itaca, commenta il valore di questo documento: “Con la Lettera Apostolica Candor Lucis aeternae, Papa Francesco ci rivela una attenzione speciale per la città, essendo noi ‘i custodi’ della tomba di Dante, esule dalla sua Firenze e pellegrino accolto a Ravenna fino alla morte. E soprattutto ci mette a disposizione una ulteriore riflessione, ricca, densa, coinvolgente, che si colloca nella scia dei documenti dei Pontefici del secolo scorso, dedicati a Dante Alighieri e alla sua Divina Commedia.

Siamo grati a Papa Francesco anche – prosegue l’arcivescovo Ghizzoni – perché ci chiede di rilanciare l’opera dantesca nella scuola, nell’università, dovunque si fa cultura e dove si educa, dove si studia la lingua e la letteratura italiana, nelle facoltà teologiche dove si formano i futuri sacerdoti e docenti, nel mondo dell’informazione, in quello delle arti. Ma soprattutto andrà proposto tra i giovani e gli adolescenti, terreno così bisognoso e pronto a ricevere il buon seme dei valori umani, civili e religiosi che rendono la vita degna e nobile”