Suor Lucia Pareschi

La comunità di Cervia piange altre due suore della Carità. Si tratta di Suor Lucia Pareschi, 89 anni, morta oggi nel convento di via della Stazione, e suor Vittoriana Carlotti, 87 anni. Suor Vittoriana era stata colpita dal Covid (che ha colpito il convento cervese uccidendo 10 suore) che ne ha progressivamente peggiorato le condizioni di salute fino alla morte avvenuta circa una settimana fa. Suor Lucia, invece, aveva importanti patologie pregresse. È stata positiva ma asintomatica per tutto il periodo di quarantena.

Sempre insieme, suor Lucia e suor Vittoriana, anche nella morte, ricorda la superiora, suor Ida Raffaelli, che a causa del Covid ha perso tra dicembre e gennaio 10 consorelle: “Erano compagne di stanza e tra loro c’era una bella amicizia. E quando hanno iniziato a stare male, si aiutavano anche nell’infermeria”.

Suor Lucia, prosegue la superiora, “pregava con la musica e consentiva a tutte di farlo. È stata organista del Duomo e poi a Sant’Antonio e ha fondato anche il coro”. Non mancava certo lo spirito d’iniziativa: era l’informatica del convento e, negli ultimi anni, nonostante l’età, si aggiornava per essere punto di riferimento per tutte le consorelle.

Originaria di San Felice sul Panaro, è stata infermiera strumentista all’ospedale di Cervia per molti anni, a fianco di primari importanti come Pedretti e Sarto. Così la ricorda anche il sindaco, Massimo Medri, su Facebook: “Una donna dalla mente brillante, moderna e attenta ai cambiamenti, tanto che nonostante l’età, comunicava anche attraverso i social. Sempre pronta ad aiutare il prossimo con una parola o un gesto concreto”.

Era anche volontaria di Mensa Amica: l’associazione l’ha ricordata in un post su Facebook. “La domenica, quando era chiusa la mensa – racconta suor Ida – preparava dei panini per le persone indigenti che venivano a ritirarli qui. L’attenzione ai poveri era una sua caratteristica”.

“Devotissima a San Giuseppe”, era stata l’artefice del trasporto di una statua del santo nella chiesa del convento.

E proprio la preghiera l’ha sorretta fino all’ultimo. Non solo lei, spiega la superiora: “Ora ci siamo riprese tutte abbastanza bene dal virus, anche se per le sorelle dell’Infermeria ci sono strascichi importanti. Glielo voglio dire, quello che ci ha fatto andare avanti è la preghiera. E l’unione tra noi. Altrimenti sarebbe stata dura”.