Mobilità ciclabile, abiti usati, abbigliamento digitale e smaltimento acque reflue: su questi versanti si snoda l’attività delle quattro start up selezionate dal bando “CoLABoRA 2020” che questa mattina, a tre mesi dal loro insediamento, avvenuto l’11 gennaio scorso, nel corso di una conferenza stampa online hanno incontrato il sindaco di Ravenna Michele de Pascale raccontandogli i primi sviluppi.

Il progetto coLABoRA, avviato nel 2016 dal Comune di Ravenna, in collaborazione con Fondazione Eni Enrico Mattei, che coordina la formazione, il tutoraggio e i servizi di networking che l’incubatore offre alle start up e ai coworker, con il supporto della Regione Emilia-Romagna e di Eni sulla base del settimo e ottavo accordo di collaborazione Eni-Comune di Ravenna (e che da quest’anno vede a bordo anche Joule, la scuola di Eni per l’Impresa, come partner formativo per le start-up incubate), ha visto la riqualificazione e la trasformazione di un edificio in disuso in uno spazio di coworking e incubatore di start up rivolto a tutti i liberi professionisti e ai promotori di idee innovative.

Ecco i quattro progetti selezionati.

Regenstech vuole rendere fattibile il riciclo nel settore della moda facendo leva su un approccio basato sull’economia circolare. “Ogni anno vengono prodotti circa 92 milioni di tonnellate di rifiuti tessili – ha detto uno dei soci della start up, Maria Silvia Pazzi – e 14 chili di vestiti pro-capite diventano rifiuti. Dal 2022 in Italia per le aziende sarà obbligatoria la raccolta differenziata dei tessuti tessili”. La società propone la realizzazione di un materiale innovativo derivante dal riciclo di fibre tessili, pelle e affini (scarti di produzione, giacenze di magazzino e abbigliamento usato) e propone una linea produttiva flessibile e senza sprechi.

Sylvalgae nasce da un progetto di ricerca dell’Università di Modena e Reggio Emilia, e riguarda la progettazione, lo sviluppo e la produzione di sistemi di coltura per alghe, microalghe (fotobioreattore) alimentati con mezzi di crescita sintetizzati a partire da scarti industriali o urbani, monitorati mediante l’utilizzo di software basato su algoritmi di intelligenza artificiale. Si tratta, in sostanza, della realizzazione di un “fotobiereattore automatizzato – spiega Onofrio Pirrotta, uno dei componenti di questa start up – che permette di industrializzare la capacità delle alghe di proliferare in ambienti inquinati così da convertire scarti industriali o urbani in biomassa algale, garantendo una produzione continua a bassi costi energetici. Oggi le acque reflue hanno un impatto ambientale di proporzioni immani e sono problemi di costi di smaltimento molto elevati e in continua crescita”.

La Biga è un progetto che vuole incoraggiare i cittadini a spostarsi in città in bicicletta offrendo un noleggio a lungo termine di un mezzo proprio a un prezzo ridotto. Il servizio è pensato per annullare le preoccupazioni degli utilizzatori, in quanto include una rapida riparazione del mezzo: ogniqualvolta il ciclista ha un problema, La Biga sostituisce entro 24 ore la vecchia bicicletta con una perfettamente funzionante annullando i tempi di riparazione, i costi del meccanico e il disturbo di recarsi dallo stesso. Il progetto, attualmente attivo a Bologna, vorrebbe espandersi in altre città, tra cui Ravenna. “Il nostro obiettivo è mettere insieme 250 bici entro il 2021 – chiariscono Nicola e Giacomo, due dei quattro soci fondatori – e 3.500 bici nel 2023 in tutta Italia. Per il momento abbiamo già 30 clienti. Vogliamo diventare un grande noleggiatore di bicicletta, sfruttando anche le collaborazioni con associazioni che riparano bici, danno loro nuova vita, le marchiano”.

Digiwear si propone come service di abbigliamento dedicato allo sviluppo ed erogazione di servizi in 3D per la filiera produttiva della moda integrabili in tutte le fasi: dalla progettazione al marketing, fino alle sfilate virtuali. Tali simulazioni rappresentano la riproduzione altamente fedele alla realtà di un capo confezionato, pronto per sfilare e/o per essere esposto. Il servizio potrebbe inoltre ampliarsi al settore dei videogiochi e dell’intrattenimento. “Ci presentiamo con molti servizi: dai prototipi e campionari virtual alla consulenza alle aziende di moda; dalla formazione per modellistica 3d, fino alla scansione e digitalizzazione dei tessuti; per arrivare anche alla conversione dei capi digitali”, racconta Matteo Mazzani, socio di Digiwear.

“Continuiamo a sostenere con convinzione questo progetto, giunto alla sua quarta edizione, importante per i giovani imprenditori e le giovani imprenditrici della città – ha commentato l’assessore alle Attività produttive Massimo Cameliani -. Attraverso CoLABoRA i quattro soggetti selezionati potranno usufruire, durante il proprio percorso di crescita, degli spazi in Darsena e di una serie di strumenti utili, dalla formazione al tutoraggio, ai servizi di networking, che li aiuteranno concretamente a realizzare il proprio progetto d’impresa. Le quattro startup di quest’anno si inseriscono in settori strategici e per noi importanti: economia circolare, transizione digitale, mobilità sostenibile, linee di sviluppo individuate anche a livello nazionale ed europeo”.

“Continua il nostro impegno a supporto dei giovani professionisti e delle giovani imprese – afferma Cristiano Re, responsabile progetti territorio per la Fondazione Eni Enrico Mattei –. Nonostante il periodo difficile che tutti noi stiamo vivendo, guardiamo avanti, facendo crescere idee e persone, per costruire assieme a loro un futuro di prosperità e rispetto dell’ambiente. Queste quattro start up hanno a disposizione enti locali e istituzioni che, senza questo progetto, sarebbe stato difficile raggiungere: CoLABoRA si sta rivelando una grande piattaforma di condivisione delle conoscenze di ognuno di noi”.