Il disegno che accompagna il manifesto della giornata
Il disegno che accompagna il manifesto della giornata

“La carità è condivisione. Condividere amore e risorse per far crescere la speranza”. è quanto si legge nel manifesto per la Giornata della testimonianza della carità, in programma domenica 21 marzo, promossa dalla Caritas diocesana e dalla diocesi di Ravenna-Cervia. L’invito per la Giornata, oltre a pregare per le persone in difficoltà, è di raccogliere le offerte, durante le Messe, che saranno consegnate alla Caritas , che provvederà a sua volta ad utilizzarle a favore delle persone bisognose del territorio ravennate.
“Il senso di questa giornata è proprio la condivisione – dice Silvia Masotti, coordinatrice delle Caritas parrocchiali –. Gli interventi che facciamo come Caritas diocesana sono a nome di tutta la comunità che partecipa fattivamente al nostro servizio di aiuto ai poveri. E accanto a noi ci sono le Caritas parrocchiali, una quindicina, che svolgono un lavoro prezioso di vicinanza alle persone e di aiuto immediato”.

Come spiega Masotti, ogni persona può, nel suo quotidiano, fare scelte e azioni concrete di carità.
“Papa Francesco ha detto che ‘siamo tutti sulla stessa barca’, significa che ognuno deve fare la propria parte – dice Masotti – per uscire da questa situazione difficile. Non si tratta solo, ad esempio, di non sprecare il cibo, nella consapevolezza che tante persone non hanno nulla da mangiare, ma di fare piccole rinunce, che non compromettono certo il nostro vivere, a favore di chi vive in condizioni economiche e sociali difficili. Se ognuno di noi facesse scelte di questo genere, la carità si diffonderebbe tra le persone e con essa il bene”.

Ci sono state già diverse persone che hanno donato, e tuttora donano, parte del loro tempo a favore della Caritas, prestandosi in un servizio di volontariato quanto mai prezioso ora che i numeri della povertà anche a Ravenna sono in crescita, come conferma Daniela Biondi, vicedirettore Caritas e responsabile del Centro di ascolto.
Alle cinquanta persone che settimanalmente venivano prima (dal lunedì al mercoledì mattina, quando vi è la consegna viveri, ndr), ultimamente se ne aggiungono 5-6 ogni settimana”, dice Biondi.
C’è la necessità di rispondere ai bisogni urgenti e concreti di tanti singoli e famiglie che hanno serie difficoltà economiche e sociali.

“Ed ognuno di noi può farlo, a partire dall’ambiente in cui vive – continua Biondi –. Faccio un esempio: ultimamente ci sono stati segnalati casi di persone in difficoltà economiche, e a segnalarceli sono stati i vicini. Ecco, prestare attenzione a chi abita vicino a noi è un gesto di carità, ancora più necessario in questo periodo di zona rossa in cui c’è la tendenza, per alcuni, a chiudersi in casa, a interrompere le relazioni”.
Poi ci sono i gesti di aiuto concreti, che sono altrettanto utili in questo periodo.
“Donare qualcosa, in particolare generi alimentari, alla propria Caritas parrocchiale – dice Biondi – o a quella diocesana, è di grande aiuto. Mi riferisco in particolare agli alimenti a lunga conservazione”.
E se i volontari in Caritas, per il momento, sono sufficienti, il futuro quando questa pandemia sarà finita, prevede nuovi servizi.
“Ci sarà bisogno di volontari che facciano lavoro di ufficio – conclude Biondi – per la catalogazione dati o per altri tipi di servizi, e anche questo sarebbe un modo di testimoniare la carità”.