Il mercato ambulante di Cervia

“Vogliamo guardare avanti e ci stiamo già preparando per il dopo pandemia”. Vuole pensare positivo, spazzando via tutte le nubi di pessimismo, Guido Guidazzi, coordinatore del mercato di Cervia, e fresco di nomina a vicepresidente nazionale di Fiva (Federazione italiana dei venditori ambulanti e su aree pubbliche) Confcommercio.

“Da sempre i mercati, e quindi anche quello di Cervia, sono la linfa vitale dei piccoli, medi e grandi centri urbani – ricorda Guidazzi – ed è nostro impegno far sì che continuino a esserlo in futuro, per l’affezione che nutriamo nei confronti della nostra clientela. Si tratta di un patrimonio umano che la pandemia ancora in corso ha un po’ allontanato da noi nel contatto umano giornaliero. Respirare ogni giorno la cordialità e la fedeltà dei clienti non ha prezzo, perché, oltre che operatori commerciali, noi ambulanti siamo parte integrante di un tessuto sociale che vive anche della bellezza e della genuinità dei rapporti umani”.

Fondamentale, dunque, in questo momento cercare di superare la difficile situazione che vivono i mercati ambulanti. Urge uscire al più presto da questa emergenza sanitaria ma è necessario anche sciogliere alcuni nodi. Guidazzi li mette in fila. “Dobbiamo bypassare le conseguenze della pandemia, ma anche arrivare a dare soluzione ai continui cambiamenti di leggi e norme come la Bolkestein, ma anche provvedimenti come la lotteria degli scontrini, il cash back e alleggerire altri oneri burocratici che fanno lievitano le spese e gli adempimenti che danneggiano la tranquillità operativa. Sul fronte degli aiuti o ristori statali, anche la nostra categoria è in profonda sofferenza, ma lo è soprattutto il settore dei fieristi, bloccati da un anno ed ancora in attesa di adeguati sostegni”.

 “Il nostro lavoro è usurante, manca o quasi il ricambio generazionale – evidenzia il neo vicepresidente nazionale di Fiva – e non sono pochi i nostri colleghi che sono stati obbligati ad arrendersi perché messi alle strette dalla crisi che, ancor prima del Covid, attanaglia il nostro Paese. Eppure, ritengo che questa attività, se supportata in modo adeguato a livello nazionale da normative più ragionevoli e finalizzate al rilancio, possa ancora rappresentare un’opportunità di lavoro e soddisfazioni per i giovani e per le donne”.

Come fare per avviare un percorso di questo genere? Secondo Guidazzi, i presupposti per la creazione di nuovi posti di lavoro sono “una nuova, auspicata politica fiscale, la concessione di agevolazioni per i soggetti in età pensionabile o in tema di mobilità, la semplificazione burocratica e idonei incentivi”. Inoltre, è importante incrementare “la capacità organizzativa dei nostri mercati e continuare ad arginare fortemente la piaga dell’abusivismo, grazie anche al buon rapporto di collaborazione che si è instaurato con le istituzioni e le forze dell’ordine”.

In questo percorso, per Guidazzi c’è anche una motivazione in più, dettata dal suo nuovo incarico nazionale, che “considero l’emblema della rappresentatività degli ambulanti cervesi, testimoniata dagli incarichi di rilievo che personaggi emiliano-romagnoli hanno rivestito negli anni, penso a Mario Baldassari e a Roberto Parisi”, conclude.

Giuseppe Grilli