I manifesti imbrattati

“A nome del sindaco e della giunta esprimiamo anche noi la nostra riprovazione per questi atti vandalici, che vanno a ledere una delle libertà fondamentali, quella dall’articolo 21 della Carta Costituzionale“. Lo ha dichiarato l’assessore alle Aziende Partecipate, Massimo Cameliani, rispondendo al question time presentato ieri, 16 marzo, in Consiglio comunale dal capogruppo di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi.

Come previsto dalla legge, Ravenna Entrate provvederà a riposizionare i manifesti, ha assicurato l’assessore.

Si parla dei manifesti della campagna “io sono per la vita” promossa dall’Onlus Pro Vita e Famiglia in collaborazione sul territorio con l’associazione San Michele Arcangelo e barie realtà pro-life (Giuristi per la Vita, il Movimento per la Vita di Cesena, la Parrocchia ortodossa «Protezione della Madre di Dio» del Patriarcato di Mosca, i Comitati Difendiamo i nostri Figli di Ravenna e di Rimini, il Centro Internazionale Giovanni Paolo II per il Magistero Sociale della Chiesa, il Centro culturale «Il Crocevia» di Cesena e l’Associazione Culturale Identità Europea) che a metà febbraio erano comparsi per le strade della città con l’immagine di un bimbo appena nato e la scritta “io sono per la vita” ed erano stati imbrattati cancellando e sostituendo la parola “vita” con “scelta”.

La San Michele Arcangelo, ringraziando pubblicamente il consigliere Ancisi, informa che oggi ha fornito dei nuovi manifesti l’ufficio affissioni di Ravenna Entrate in sostituzione di quelli deturpati. E si associa la richiesta del consigliere di Lista per Ravenna, che il Comune di Ravenna presenti esso stesso denuncia presso un organo di polizia giudiziaria, affinché, venendo individuati i colpevoli dell’atto vandalico, essi «siano puniti secondo legge, per esempio a norma dell’art. 664 del Codice penale per “Distruzione o deterioramento di affissioni”, perseguibile d’ufficio”.