William Congdon, (XX secolo) Ecce homo collezione privata. Tecnica mista su tela
William Congdon, (XX secolo) Ecce homo collezione privata. Tecnica mista su tela

V DOMENICA DI QUARESIMA
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 12, 20-33
)

In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: “Signore, vogliamo vedere Gesù”. Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: “È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà.
Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome”. Venne allora una voce dal cielo: “L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!”. La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: “Un angelo gli ha parlato”. Disse Gesù: “Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me”. Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

Il commento di don Luciano Chistè, giuseppino del Murialdo
La liturgia di questa quinta domenica di Quaresima attira la nostra attenzione “sull’alleanza nuova, che Dio concluderà con la casa di Israele e con la casa di Giuda”. Inoltre Gesù parla della sua ora”, in cui sarà glorificato”: è l’ora della sua morte e risurrezione, attraverso cui porterà a compimento l’opera del Padre “divenendo causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono”. Il testo di Geremia (prima lettura) è considerato uno dei vertici spirituali dell’Antico Testamento. Esso propone il superamento dell’antico patto sinaitico e la nascita di una nuova alleanza. L’accento è posto su ‘nuova’, perché iscritta nel cuore dell’uomo. “Alle fredde tavole di pietra subentrano ora le tavole del cuore umano. È la trasformazione totale dell’uomo abitato da Dio che non appare più distante, avvolto nella nube misteriosa della sua sublime santità” (Gianfranco Ravasi).

Gesù parla della sua “ora”, rispondendo alla richiesta di Andrea e Filippo, che gli riferiscono che alcuni greci lo “volevano vedere”. Gesù risponde loro che il desiderio di “vederlo” deve essere orientato alla sua “ora”, quando il “Figlio dell’uomo sarà glorificato”. Gesù poi chiarisce il senso pieno e la fecondità della sua “ora” attraverso la parabola del seme. “Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore produce molto frutto”. Così sarà per Gesù, seme gettato e morto nella terra, che porterà frutto nella risurrezione. La crocifissione di Cristo è anche il segno del suo ‘innalzamento’ alla gloria. “L’ora di Gesù è quindi passione e gloria, calvario e cielo, tenebra e luce, morte e risurrezione. Così anche per il cristiano.

I segni della passione, le sofferenze della croce devono sempre essere accompagnati dalla speranza nella vita, nella gloria e nella risurrezione. E’ la legge della croce che Gesù proclama per i suoi discepoli: “Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuol servire, mi segua e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà”. “La folla che era presente e aveva udito la voce dal cielo”, che assicurava “la glorificazione di Gesù”, attraverso la sua “ora”, rimane perplessa.

Le affermazioni di Gesù sulla sua “ora”, come ora di morte e risurrezione, la sua morte per amore, il cadere in terra come un seme, non possono essere “gloria”, secondo i parametri umani, però questo modo di vivere, fatto di dono di sé, è “il giudizio di Dio su questo mondo”, sono la vittoria, la cacciata “fuori” “del principe di questo mondo”, sono il criterio ultimo con cui Dio giudica la verità della nostra vita e della storia. Sono il modo di vincere Satana, origine del male e dell’egoismo, attraverso l’obbedienza al Padre, l’amore e il perdono ai fratelli.
La morte gloriosa di Gesù, il suo affidarsi al Padre, “il suo essere innalzato da terra attira tutti gli uomini verso Gesù”, perché l’amore crocifisso, il dono di sé per amore, fino alla fine, l’obbedienza sono forze che attraggono, esempi che illuminano, testimonianze che conquistano.