Stefano Bonaccini
Stefano Bonaccini

Da una relativa normalità all’emergenza nel giro di un paio di settimane. L’Emilia-Romagna è passata dalla zona gialla di contenimento del Covid a quella arancione, con diverse aree in arancione scuro (chiusura scuole dai sei anni in su).

Da domani lo “scuro”, già adottato per la Romagna (tranne il forlivese), coinvolgerà anche Reggio Emilia, mentre le province di Bologna e Modena passeranno in zona rossa. E di rosso potrebbe tingersi presto l’intera regione, dalla settimana prossima, se la cabina di regia nazionale rileverà venerdì un numero di contagi oltre la soglia prevista.

“Il ministero però ha dati più vecchi dei nostri, anche di una settimana – ha spiegato oggi in conferenza stampa il presidente della Regione Stefano Bonaccini –. A noi spetta di agire comunque, senza aspettare”.

Una decisione sofferta quella presa da Bonaccini: “Figuriamoci, dopo un anno, quanta voglia abbia di prendere una decisione simile, con la chiusura delle scuole e delle attività non essenziali. Ma la politica deve prendere decisioni, anche se difficili e sofferte. Me ne assumo la responsabilità. Le limitazioni da zona arancione classica non bastano più, il virus è mutato rapidamente”.

Dai dati presentati dall’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini, è emerso un sistema sanitario in allarme, a causa del diffondersi della variante “in modo fulmineo”.

“Il livello di guardia è stato raggiunto e superato. Negli ultimi 15 giorni l’incidenza settimanale dei nuovi casi è passata dai 255 su 100mila a 341 su 100mila. Questo impatto si è tradotto anche in un aumento dei ricoveri nei reparti Covid e nelle terapie intensive. Due settimane fa la situazione non era allarmante, ora siamo al 40 per cento di riempimento dei reparti Covid, livello di guardia, e al 32 per cento delle terapie intensive, due punti percentuali oltre il livello di guardia”.

I dati del bolognese e del modenese sono peggiori di quelli regionali, di qui la scelta della zona rossa: “La progressione dei casi in queste aree è stata fulminea. A Modena sono occupati 358 posti letto Covid, a Bologna più di 640 posti letto Covid, in entrambi i territori l’aumento dei ricoveri è stato di un terzo in una settimana. Mentre le terapie intensive dedicate al Covid vedono occupati a Modena 47 posti su 52, a Bologna 80 su 85. Ecco perché siamo vicini al livello di saturazione”.