La Messa di questa sera a Santa Maria in Porto celebrata dall'arcivescovo Lorenzo con l'icona della sacra Famiglia di Rupnik

“Una cellula sana che mantiene la salute e il benessere di tutto il corpo sociale e ha gli anticorpi adatti per sconfiggere le tendenze alla contrapposizione e alla divisione”. Così definisce la famiglia l’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni che questa sera ha aperto in Diocesi l’Anno della Famiglia Amoris Laetitia con la Messa celebrata con i padri paolini e i diaconi Edo Assirelli e Andrea Marchetti a Santa Maria in Porto. L’occasione per riflettere sull’esortazione apostolica firmata esattamente 5 anni fa da Papa Francesco e che contiene “indicazioni importanti che aiutano formarsi una coscienza retta e viva, a discernere il bene nella situazione di ciascuno, a non sentirsi fuori dalla Chiesa, ma dentro un Popolo in cammino”.

Nell’omelia, che riportiamo integralmente, monsignor Ghizzoni ha proposto un’analisi dei “fattori culturali” che “generano modelli di vita assai distanti da quello che propone la comunità cristiana e il Magistero attuale”. Un “un intreccio di motivazioni – prosegue l’arcivescovo – che nascono da una situazione vera, ma anche da una cultura della famiglia che si sta adattando più ai bisogni individuali, agli interessi di ciascuno, che al bene comune della coppia e della famiglia”.

Al termine della celebrazione è stata benedetta e incensata un’immagine della Sacra Famiglia di Rupnik che girerà per le parrocchie in quest’anno della Famiglia Amoris Laetitia come spunto per la preghiera e la riflessione.

Di seguito il testo dell’omelia della Messa di questa sera a Santa Maria in Porto.

Lo scorso 28 dicembre 2020, Papa Francesco ha annunciato l’Anno dedicato alla “Famiglia Amoris laetitia” che inizia oggi, 19 marzo, Solennità di S. Giuseppe, a 5 anni dalla pubblicazione dell’Esortazione apostolica e si concluderà il 26 giugno 2022 in occasione del X Incontro Mondiale delle Famiglie. Un anno di riflessione sull’Amoris laetitia, per approfondire i contenuti del documento e sostenere il rinnovamento della pastorale famigliare, con le ricadute necessarie e utili sulle altre aree della pastorale.

L’annuncio dell’amore che si concretizza in modo speciale e unico nelle famiglie che adottano i valori evangelici e umani del matrimonio cristiano, è sempre più necessario. Esistono infatti molte diversità culturali legate alla storia dei popoli e ai loro costumi, che influiscono sui vari modi di realizzare la famiglia. Anche nella Sacra Scrittura il modello della famiglia credente, partendo da Abramo fino alla famiglia di Nazaret o alla famiglia cristiana delle chiese del Nuovo testamento e sostenute dalla spiritualità paolina, si è evoluto notevolmente. Oggi per di più molti fattori culturali che spingono verso l’esaltazione della soggettività e della libertà piena anche nelle relazioni affettive, generano modelli di vita comune assai distanti da quello che propone la comunità cristiana e il Magistero attuale. E ci sono certamente anche cause sociali e economiche che rendono difficile la realizzazione del disegno del Signore sulla coppia e la famiglia come lo ha progettato fin dalla creazione.

Per esempio, guardando il sondaggio di una Fondazione (Donat Cattin, pubblicato il 16 marzo), risulta che il 51% degli intervistati si augura un futuro senza figli, e spiegano il perché: non c’è lavoro, lo Stato non dà sufficiente assistenza alle famiglie con figli, non ci sono valori stabili, e le stesse coppie si basano su relazioni che non garantiscono la durata. Un piccolo gruppo dichiara: la felicità sta nella libertà, e i figli sono un intralcio alla libertà.

È un intreccio di motivazioni che nascono da una situazione vera, ma anche da una cultura della famiglia che si sta adattando più ai bisogni individuali, agli interessi di ciascuno, che al bene comune della coppia e della famiglia. Cioè a un progetto ideale che tenga fermi quei valori naturali che per il cristianesimo sono essenziali: l’unità, la fedeltà, l’indissolubilità, il servizio alla vita, quindi ai figli che vengono generati e “rigenerati” attraverso l’educazione di ogni giorno. Ma che punta anche al valore del servizio alla Comunità cristiana e alla società civile, che dalla coppia che si ama con generosità e gratuità ricevono una forza e una testimonianza che risana i rapporti comunitari e sociali. Una cellula sana che mantiene la salute e il benessere di tutto il corpo sociale e ha gli anticorpi adatti a sconfiggere le tendenze alla contrapposizione, alla divisione, all’emarginazione di chi è più debole o più vulnerabile.

Amoris Laetitia raccoglie tante delle situazioni positive e negative che si presentano oggi sulla scena mondiale, perché è rivolta alla Chiesa universale. Ma vede anche le situazioni dei nostri ambienti, dove vivono quotidianamente le nostre famiglie, con tutte le lotte e le prove che devono vivere e affrontare. Nei suoi capitoli centrali Papa Francesco, partendo dalle pagine più importanti del magistero della Chiesa soprattutto degli ultimi decenni, e dalla sacra Scrittura, ripropone con un linguaggio chiaro e vicino all’esistenza, gli insegnamenti e le Parole di vita che possono aprire un nuovo orizzonte alle coppie che si stanno avvicinando al matrimonio, alle coppie sposate, a quelle in difficoltà o che si sono separate e vivono in situazioni irregolari.

Per tutte ci sono indicazioni importanti che aiutano formarsi una coscienza retta e viva, a discernere il bene nella situazione di ciascuno, a non sentirsi fuori dalla Chiesa, ma dentro un Popolo in cammino che ha sempre bisogno della Grazia del Signore e della sua misericordia. Ci sono i contenuti per una formazione sia umana, che morale, che spirituale per i giovani, le coppie e le famiglie.

Anche noi Chiesa di Ravenna Cervia iniziamo nella festa di San Giuseppe, sotto la sua protezione e la sua intercessione potente, ma anche quella della madonna greca, con questa celebrazione in S Maria in Porto, l’anno in cui vogliamo riprendere la Esortazione apostolica nata cinque anni fa, prima che da Papa Francesco, dai due Sinodi sulla famiglia, per rilanciare l’attenzione e la cura pastorale delle famiglie – da quelle in formazione, a quelle ferite– nella nostra Chiesa particolare di Ravenna Cervia.

Intanto con Papa Francesco preghiamo e invitiamo a pregare per tutte le famiglie: «Affido al Signore ogni famiglia, specialmente quelle più provate dalle difficoltà della vita e dalle piaghe dell’incomprensione e della divisione. Il Signore doni a tutte la serenità e la forza di camminare unite nella via del bene». Vogliamo ricordare in particolare oggi anche quelle segnate dal lutto a causa della pandemia. La preghiera per le famiglie sappiamo bene che è il mezzo principale di pastorale famigliare, per ottenere che tutte aprano le porte a Cristo e da lui attratte, scoprano il loro matrimonio come vocazione e missione, di pari dignità e ruolo con le altre vocazioni ministeriali e consacrate.

Nelle parrocchie della nostra diocesi proporremo, anche se ci sono ancora limitazioni speriamo temporanee per l’epidemia, che si facciano iniziative di preghiera per le famiglie e percorsi nuovi per affrontare insieme agli sposi, magari in piccoli gruppi i problemi attuali e la ripresa della vita comunitaria, ma anche le sfide di sempre, cioè la custodia dei valori di fondo della vocazione al matrimonio: l’unità, l’indissolubilità, il servizio alla vita, l’impegno di testimoniare la letizia dell’amore nella Chiesa e nel mondo.