Giovanni Farinelli
Giovanni Farinelli

“Per me era come un fratello e me lo ha fatto capire subito, fin dal mio arrivo come parroco”. Così don Bruno Gallerino, giovedì 18 marzo, si è espresso in occasione dei funerali di Giovanni Farinelli, celebrati nella chiesa di Porto Fuori. Aveva da poco compiuto 90 anni, Farinelli, ed è morto il 16 marzo dopo lunga malattia, lascia la moglie Teresa e la figlia Paola.

Un amico, ha aggiunto don Gallerino, “che mi ha fatto entrare nella sua famiglia, invitandomi a mangiare da lui in occasioni di compleanni, o per la benedizione della casa”. Una persona molto pratica, che “ha messo a disposizione le sue capacità manuali e tecniche” a favore della parrocchia, in tante occasioni: adattare un bancone, organizzare i carri di carnevale, aggiustare gli oggetti da vendere poi al mercatino.

Questa sua praticità, Farinelli l’aveva impiegata nel suo lavoro di capo officina meccanica all’Enichem, dove, come ricorda Andrea Casadio, suo collega, “era molto competente, aveva una elevata professionalità ed era una vera guida per gli operai che da lui dipendevano”. A Porto Fuori Farinelli si è impegnato anche in diversi consigli parrocchiali ed è sempre stato molto generoso.

Infine, una persona che aiutava tutti “con gesti concreti e di carità, che aveva una parola buona per tutti”. E che quando sono arrivate a Porto Fuori le nuove leve, i nuovi gruppi, “li lodava – ha concluso don Gallerino – li incoraggiava ed esultava di gioia nel vedere che la provvidenza continuava con nuove forze a portare avanti il lavoro iniziato da lui assieme a tanti altri”.