Stefano Bonaccini

Il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, vede “l’arancione” a portata di mano. “I numeri sono confortanti in questi ultimi giorni”, sottolinea nell’incontro con i vertici regionali di Confesercenti in occasione della giornata di mobilitazione dell’associazione. “Le chiusure e le restrizioni stanno contando, c’è poco da fare: come sempre sono le uniche che contano. Bisogna essere sinceri tra di noi”, taglia corto il governatore.

“Non escludo che si possa essere arancioni dalla prossima settimana. Non ve lo prometto, perchè non ho numeri ultimi che il Governo ci fornirà giovedì. Può darsi si sia rossi ancora la prossima settimana, arancioni quella dopo, ma in questo momento non posso escludere nulla”, afferma nel collegamento web con Confesercenti. “Stiamo registrando miglioramenti anche sui ricoveri. Rispetto alla settimana scorsa i contagi calano. Questa settimana la chiuderemo per la prima volta sotto i 10.000, meno della metà di un mese fa”, fa notare Bonaccini.

“Se si tratta di fare altre tre settimane di sacrifici per riaprire, io dico: quando si riaprirà bisognerebbere fare che non si chiuda mai più”. E’ il monito del presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che guarda con prudenza alla fine di aprile per una parziale riapertura delle attività commerciali. “Magari è meglio aprire parzialmente dove non si può aprire tutto, per non compromettere la situazione, ma non si chiuda mai più, altrimenti è disperazione dopo un anno”, avverte nel confronto con i vertici regionali di Confesercenti.

“Il governo faccia una road map”, sprona il governatore, ipotizzando aperture mirate per gli immunizzati se arriverà il passaporto vaccinale. “Ci vuole un passaporto vaccinale. Far riaprire locali per i vaccinati. Non è meglio far aprire a queste persone e poi arriveranno anche le altre? Non sono un fenomeno, ma provo a usare il buonsenso. Credo che su questo dovremo impegnarci per fare in modo che sia utilizzabile il prima possibile”, conclude.